Lui & Lei
Cosa pensi di me?
Mobydick78
20.05.2026 |
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"“Cosa hai pensato di me la prima volta che mi ha visto?” Un sussurro appena prima di riprendergli il sesso in bocca..."
In fondo a quegli occhi marroni aveva qualcosa, a cui non sapeva dare un nome, che però le ragazze della porta accanto non hanno.Strano pensiero ora che era lì di fianco a lei, entrambi nudi. Avevano appena fatto sesso e lo avrebbero rifatto di lì a qualche minuto.
Stava pensando alla prima volta che si erano trovati di fronte, il classico caffè conoscitivo da sito di incontri: un pò di ritardo, locale anonimo, parole in equilibrio tra il dire e non dire. Avevano chattato e lui si era fatto un’idea di lei. Ovviamente finita a carte quarantotto appena l’aveva salutata nel parcheggio del locale. Minuta, sportiva, con le curve giuste che gli “anta” regalano alle belle ragazze. Si aspettava una donna più austera, elegante da funzionario in pausa pranzo, forse anche più alta e seria. Magari con i tacchi, come in quella foto che lo aveva colpito.
Sì, era stato molto contento di chi aveva accompagnato al tavolino del bar. La donna della porta accanto, come lei stessa si definiva. Un mondo da scoprire, e pure questa era una definizione di quella persona che ora gli sedeva vicino. Strano, perché in genere accadeva il contrario, ma si era subito sentito a suo agio.
Ed a suo agio - ma ora era facile - si sentiva adesso. Adesso che stava scivolando nuovamente tra le sue cosce. Avevano parlato poco di sesso. Ma il desiderio che scaturiva quasi naturalmente quella donna era palpabile. Amavano entrambi l’orale. Ora lui le stava baciando il sesso liscio e depilato.
Un bacio leggero per iniziare. Anzi riprendere. Un bacio sempre più deciso. Anzi non uno, tutta una serie di baci intorno alle grandi labbra, intervallati da piccoli morsi che la facevano mugolare appena.
Quegli occhi lo avevano colpito fin da subito. In genere era lui a puntare sull’azzurro dei suoi. Questa volta no. Gli occhi della donna erano sicuri con un brillio che sembrava dire: “In me c’è un mondo di passione e desiderio. A te trovare la porta per entrarci”.
In quell’istante lui aveva capito che non sarebbe stato facile. Che se pensava che lei si sarebbe alzata per seguirlo nel primo bagno libero aveva sbagliato tutto. Che il ciclone poteva scatenarsi, ma non in quel modo. La follia in lei era di studiata precisione.
Lo pensava ancora in quel letto, ora che lei si era voltata. Ora che la lingua correva giù dal collo, lasciato scoperto dai capelli corti, fino alle cosce. Fino in mezzo alle cosce. Fino a dentro le cosce. Se la stava gustando con studiata lentezza. Con un dito la stava masturbando. Ma piano, come fosse una carezza lì dove nasce il piacere.
Che sarebbe servito tempo lo aveva capito subito. Ancora prima che lei mettesse sul piatto il suo modo di fare. “Non sei un uragano - aveva pensato tra sé - sei una marea che sale un po’ per volta e poi travolge tutto”. Ma era già consapevole che quel tempo non sarebbe stato tempo perso, ma parte del gioco. Ed ora lì in quel letto, mentre la penetrava piano con la punta della lingua, era certo che si trattava della tappa di un viaggio. Non necessariamente l’ultima.
Mise per un momento da parte i ricordi. Si concentrò a pieno su di lei. O forse no. Perché solo per un attimo ammise a se stesso che quel culo gli era piaciuto dal primo momento, fasciato in jeans da vita quotidiana.
Ora era lì. Come erano passati da un caffè macchiato a un letto, in che modo e in quanto tempo, era poco più di un dettaglio. Era lì con la bocca tra le sue cosce. La stava leccando e sentiva in bocca il suo sapore. La lingua, le dita nel suo sesso e nel suo culo, insieme stavano giostrando con il suo piacere. Avvertiva che le cosce della donna si contraevano appena. Sapeva che la strada era giusta. Non era più il momento del fioretto. Si mise appena più comodo. La donna si aggiustò nel letto, spingendo ancora di più il sesso, quasi a offrirglielo. Si mise dietro di lei. Adesso la mente era davvero sgombra. Non c’era passato, solo il presente. C’erano i punti del piacere della donna da scoprire, da toccare, da stimolare. Si stava aprendo ancora di più e la sua lingua era lì ad approfittarne, a prendersi tutto e restituirlo in piacere. Su e giù in un ritmo ormai sempre più sincopato.
Erano di nuovo lì sul letto. Nudi. La mano dell’uomo sul seno di lei. Quella della donna sul sesso di lui che stava riprendendo vigore. Prese a masturbarlo lentamente. Chiuse gli occhi. Ma percepì chiaramente quando lei lo prese in bocca: i baci, la lingua lungo l’asta. Prese a succhiarlo una, due, tre volte. Smise. Un attimo di silenzio. “Cosa hai pensato di me la prima volta che mi ha visto?” Un sussurro appena prima di riprendergli il sesso in bocca.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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